domenica 10 novembre 2013

La NASA segue il percorso della Cometa ISON che il 26 Dicembre farà tremare la Terra

La Cometa ISON (C/2012 S1) potrà essere visibile in modo spettacolare, una volta che attraverserà il Sistema Solare interno, verso la fine del 2013. Durante le settimane prima del 28 novembre, ISON si avvicinerà al Sole, quindi la cometa sarà visibile con piccoli telescopi e binocoli. Gli  Osservatori di tutto il mondo e i telescopi spaziali come Hubble, IRAS e SOHO, seguiranno la cometa durante il suo viaggio intorno al Sole. Se ISON sopravviverà al passaggio infuocato di energia solare, che sembra probabile, ma non certa, la cometa sarà in grado di essere visibile ad occhio nudo nel cielo prima dell’alba nel mese di dicembre.
Questa animazione mostra la traiettoria della cometa ISON attraverso il sistema solare interno. La prima sequenza è la cometa vista lungo la sua orbita e nella seconda sequenza è una vista perpendicolare all’orbita della ISON.
Come tutte le comete, ISON è una macchia di gas congelati misti a polvere. Spesso descritte come “palle di neve sporca”, le comete emettono gas e polvere ogni volta che si avventurano  vicino al Sole e il materiale ghiacciato si trasforma in gas attraverso un processo chiamato sublimazione. Il 1 ottobre 2013, ISON è passata avicino a Marte ad una distanza di circa 6,5 milioni di miglia (10.500 mila km).
Alla fine di novembre, ISON scatenerà fiumi di polvere durante il suo incontro ravvicinato con il Sole a contatto quindi con il forte calore sprigionato dalla nostra stella e tutti i satelliti di monitoraggio soalre (SOHO) registreranno il suo passaggio. In questo periodo la cometa può diventare abbastanza brillante da poter essere vista solo alzando la mano per bloccare la luce abbagliante del Sole. Ma il destino di ISON  non termina qui. Qualunque cosa accada, gli scienziati saranno in grado di imparare di più sulle comete, su come queste interagiscono con il Sole. Successivamente ISON  per effetto fionda della gravità del Sole, questa si sposta verso la Terra, dove sarò visibile nel crepuscolo mattutino fino a dicembre. Secondo la NASA la Cometa ISON scuoterà la Terra il 26 dicembre 2013, quando si avvicinerà a 40 milioni di miglia, ovvero a circa 65 milioni di km.   VIDEO






martedì 22 ottobre 2013

MARTELLO DI LONDON


Un altro reperto, di cui però si hanno pochissime notizie, è il "martello di London", rinvenuto in TexasQuesto oggetto fu rinvenuto in un blocco di arenaria datato 140 milioni di anni Nel giugno 1934, a Londra (Texas,Kimball Country). La signora Emma Hahn , è in gita con la propria famiglia, diretta alla funivia di Llano. Nei pressi di una cascata d’acqua, il gruppetto si imbatte in un masso, che si evidenzia su di una roccia più grande. Fuori dal masso si erge un pezzo di legno. La famiglia si ferma con stupita curiosità, e presa dall’eccitazione incomincia a liberare il legno, quando tra la sorpresa scopre che esso è il manico di un martello.Ma tutto ciò non era possibile, perché quella roccia doveva avere milioni di anni, ed il martello era stato incluso nella roccia in un’era nella quale, secondo le attuali conoscenze, sulla terra non aveva ancora fatto la sua comparsa l’uomo. Questo singolare Martello è esposto oggi nel Creation Evidence Museum a Glen Rose, nel Texas; la sua testa è lunga circa 15 centimetri ed ha un diametro di 3. Il manico in legno è parzialmente carbonizzato all’interno, mentre l’esterno risulta fossilizzato, come se fosse stato esposto prima ad un fuoco intenso e successivamente immerso a lungo nell’acqua. Secondo il direttore del museo Carl Baugh, il reperto è stato ritrovato inglobato in una formazione di arenaria che ha un’età compresa fra i 140 ed i 65 milioni di anni, che risale quindi al cretaceo. 1989 al Battelle-Institut a Columbus, Ohio, ne ha rilevato la composizione: 96% di ferro, 2,6% di cloro e 0,74 di zolfo. Il metallo. Quindi sarebbe straordinariamente puro, non presenta alcuna bolla d’aria ed è di una qualità che oggi siamo in grado di ottenere con sofisticati sistemi di produzione.Dure diatribe sono avvenute tra esperti, Dave Matson,in una pubblicazione del 1994 descrive il martello come un prodotto costruito nel XIX secolo e la formazione rocciosa nel quale era incluso, sarebbe ordoviciana, e quindi appena vecchia di quasi 450 milioni di anni, al contrario di Baugh che la riteneva “calcarea” del cretaceo. Per Matson la concrezione del minerale sarebbe autentica, pur se non nella forma originaria( il minerale sarebbe ordoviciano, ma la cristallizzazione attorno al martello sarebbe successiva). Infatti analogamente alle stalattiti , che inglobano oggetti durante la loro formazione, anche i minerali disciolti possono cristallizzarsi attorno ad un oggetto che si trova in una fenditura od in un terreno a meno che non venga “disturbato” da agenti esterni, e che la roccia che lo circonda sia chimicamente solubile. La velocità con la quale si formano le concrezioni dipende dalla nitratina( un terreno calcareo).La concrezione rocciosa quindi secondo Matson , si sarebbe sviluppata in breve tempo, e si sarebbe basato per questa sua interpretazione, su i informazioni raccolte su pubblicazioni specialistiche. Ma è proprio questo aspetto, secondo quanto afferma il geologo Johannes Fiebag, a rendere piuttosto ambigue e vacillanti le sue interpretazioni, infatti Matson tralascia di citare il tipo di roccia che ingloba il martello: se calcare, arenaria o scisto silicioso;e non è certo che ritratti di roccia ordoviciana piuttosto che arenaria del cretaceo, insomma basterebbe un’analisi della roccia , ma chi se la sente di scoprire che è roccia arenaria con le conseguenze che comporta ciò, relativamente alla datazione del martello, come al solito è meglio e più sicuro per le carriere non indagare.

LE LAMPADE DI DENDERA

 Scoperte verso la metà dell' 800 da Auguste Mariette, fondatore del Museo Egizio del Cairo, le cripte di Dendera offrirono ai loro scopritori numerosissimi bassorilievi di pregiata fattura, raffiguranti, secondo gli archeologi, scene di rituali religiosi.Sulla maggior parte di questi si notano infatti scene di processioni, ma un bassorilievo in particolare, denominato "pietra delle serpi", oltretutto l' unico che si può ancora ammirare nell' unica cripta lasciata aperta ai visitatori dopo che nel 1973, vi si verificarono dei furti, suscita ad un occhio attento molte perplessità sia sull 'interpretazione data dagli archeologi sia su quello che l' autore dei bassorilievi volesse rappresentare.La familiarità dei manufatti raffigurati in queste incisioni non può non farci riflettere.Nel bassorilievo in questione si notano due figure
che sorreggono due enormi "ampolle" che assomigliano molto a potenti lampade elettriche, con cavi a treccia attaccati a quello che potrebbe essere un interruttore o un generatore. Da notare che questo generatore ha la classica forma di uno "Djed", oggetto rinvenuto in molti disegni e bassorilievi egizi, ma di cui non si è ancora potuto accertare con certezza la funzione. Alcune ipotesi lo indicano come un "generatore di vita", nel senso forse religioso del termine.llustri studiosi, davanti a queste rappresentazioni, hanno provato stupore poichè mai avevano ammirato nulla di simile. Alcuni sostengono appunto si tratti di enormi lampade elettriche che proverebbero l' uso, da parte degli egizi, di fonti luminose. Anche se appare incredibile contemplare un' ipotesi simile non bisogna dimenticare le considerazioni di studiosi come R. Habeck e P. Krassa secondo cui i rilievi riprodurrebbero processi elettrotecnici. Queste ipotesi sono state avanzate dai citati studiosi sui brani trasposti da un altro eminente ricercatore, il dott. Waitkus, che ha tentato di decifrare i geroglifici delle cripte.Gli antichi egizi conoscevano forse la corrente elettrica? Od erano solo custodi di tecnologie che loro non comprendevano, ma che avevano imparato ad usare da chi le aveva inventate, forse millenni prima?Questo, come altri misteri legati ai grandi monumenti della Piana di Giza, sarà forse svelato quando tutte le camere nascoste delle piramidi e della sfinge saranno aperte per mostrarci il loro contenuto. Qui allora tutte le ipotesi e le congetture troveranno conferma o saranno demolite.Sempre che non ci venga nascosto qualcosa...



UN PROIETTILE CONTRO l’uomo di Neanderthal?

Nel museo di Storia Naturale di Londra si trova un teschio datato circa 38.000 anni fa, periodo Paleolitico, rinvenuto in Zambia nel 1921. Sulla parete sinistra del teschio c’è un foro perfettamente rotondo. Stranamente non ci sono linee radiali attorno al foro o altri segni che indichino sia stato prodotto da un’arma, una freccia o una lancia.Nella parete opposta al foro, il teschio è spaccato e la ricostruzione dei frammenti mostra che il reperto è stato rotto dall’interno verso l’esterno, come si fosse trattato di un colpo di fucile. Esperti forensi dichiarano che non può essere stato nulla di diverso da un colpo esploso ad alta velocità con l’intenzione di uccidere.Chi possedeva un fucile 38.000 anni fa? Certamente non l’uomo delle caverne, ma forse una razza più avanzata e civilizzata.Nel Museo di Paleontologia di Mosca, inoltre, è presente un altro reperto simile, il cranio di un bisonte, rinvenuto a Yakuzia (Siberia) e vissuto dai 30.000 ai 70.000 anni fa, sulla cui fronte è presente un buco circolare.Un altro caso simile viene citato dal giornalista Victor Louis dalla Russia, il quale riferisce che nel Museo di Paleontologia di Mosca si trova un cranio perfettamente conservato di un bisonte dalle lunghe corna rinvenuto nella Yakuzia (Siberia orientale). Secondo i paleontologi tale specie sarebbe vissuta dai 30.000 ai 70.000 anni fa. Al centro della sua fronte è visibile un foro rotondo che, secondo alcuni studiosi, potrebbe essere stato causato da una pallottola!

domenica 20 ottobre 2013

Gli uomini pietrificati del principe di Sansevero


Spaventose , agghiaccianti figure si celano , come a spiarci , entro vetusti armadi , statue impressionanti , forse senza uguali , danno una nota sin istra all'ambiente che le ospita .
In certe notti frastuoni sferraglianti di antiche carrozze e luci abbbacinanti ravvivano i poveri ma monumentali vicoli circostanti , eppure a prima vista , niente appare più baroccamente gaio , luminoso , gioioso dell'interno della cappella di Sansevero. L’aura di mistero e di suggestione è pure alimentata dalla presenza, poco distante, di alcuni laboratori per la produzione di bare, in napoletano Tavuti, nel vicolo che i napoletani chiamano per questo da sempre vico dei Tavutari.
IL Principe RAIMONDO DI SANGRO di Sansevero, che qui abitò, e a cui dal 1976 la strada è intitolata  era un personaggio intelligente e versatile, inventò un nuovo tipo di archibugio ed un sistema che permetteva di sparare un colpo ogni quattro secondi; portò inoltre a termine uno studio accuratissimo sull’alfabeto ‘cromatico’ dei peruviani e si dedicò a ricerche ed esperimenti di chimica, idraulica e meccanica.           Con le sue invenzioni Raimondo di Sangro stupì tutti i suoi contemporanei: produsse reagenti che indurivano sostanze molli, mise a punto una carrozza marina, progettò una macchina tipografica per la stampa contemporanea di più colori e realizzò inoltre un tessuto impermeabile con cui fece confezionare una mantella, per se e per il Re Carlo di Borbone, con cui passeggiava sotto la pioggia tra lo stupore dei napoletani. Inoltre il principe studiò un nuovo modo per filare la seta ed alcuni sistemi per colorare il marmo bianco, dandogli un incredibile effetto e facendolo sembrare una pietra preziosa; studiò infine anche il processo inverso, riuscendo a decolorare i lapislazzuli. Inoltre, sul ponte che collegava il suo palazzo alla cappella, andato distrutto nel 1889, collocò un orologio animato, a forma di drago, che indicava ore, minuti, giorni della settimana, nomi dei mesi e fasi lunari.
Il Principe era ossessionato dall'immortalità e a tal proposito si dedicava a vari esperimenti e la cappella di Sansevero è una progressione verso il culmine del mistero  quando si giunge agli "orridi armadi"  questi vecchi e grigi mobili  si aprono e appaiono agli occhi due fra le più incredibili creature che esistano al mondo pietrificate nel loro eterno orrore : si tratta dui due corpi umani cui la  mostruosa abilità del principe ha tolto l'involucro esterno  metallizzando fin nell'ultimo capillare l'intero sistema circolatorio .Sono i corpi di due schiavi negri un uomo e una donna  , la schiava era incinta e il sangue entrando nella circolazione placentare ha disegnato in modo macabro e tenero al tempo stesso , la figura del feto
Questo processo di metallizzazione è di certo la più grande invenzione del principe-stregone  , non è noto di come sia stato effettuato si sa che è stata iniettata una quache sostanza nei corpi ,  anche se è pesante il sospetto che il procedimento sia stato effettuato quando i due  erano ancora in vita  , si pensa che iniettò una soluzione alchemica nei due corpi già cadaveri acquistati dal medico palermitano Giuseppe Salerno, suo 'complice'. I corpi sarebbero ricoperti da una cera (d'api?) colorata e montata su armature di ferro e spago. L'obiettivo doveva essere quello di conservare i corpi per l'eternità, mummificandoli, ma il sistema fallì e le carni si deteriorano e solo il sistema cardiocircolatorio rimase integro. Il principe mori nel 1771 portando con se il segreto per sempre.